Aggiornamento dal libro

Chip, potenza di calcolo, energia

Chi produce i processori per l'IA, quanto consumano i data center, come si muovono i controlli all'esportazione.

Stato al5 ottobre 2026Rivistaogni tre mesiNel libro12English

Le aziende che costruiscono data center per l'intelligenza artificiale investono oggi più di quanto il mondo intero spenda per estrarre petrolio e gas naturale. È la scala di cui parla il capitolo, detta con una cifra sola. Tutto quello che segue ha accanto la sua data, perché su questa materia una riga senza data invecchia in poche settimane.

Chi spedisce davvero, e chi ha solo annunciato

Accanto a ogni acceleratore c'è la data dell'annuncio e lo stato di oggi. Sono due cose diverse: fra la presentazione sul palco e il primo rack consegnato passano dai sei ai diciotto mesi, e nel frattempo il nome circola come se fosse già in funzione.

ChiAcceleratoreAnnunciatoStato al 3 ottobre 2026
NvidiaBlackwell Ultra, GB30018 mar. 2025spedisce in volume, ed è la generazione che regge i ricavi
NvidiaVera Rubin, con il rack di inferenza Groq 3 LPX31 mag. 2026in avvio verso la piena produzione ("ramping into full production"), con i rack in funzione presso CoreWeave, Google Cloud, Microsoft Azure, Oracle e Nebius: comunicato Nvidia del 26 agosto 2026
GoogleTPU v7 Ironwoodapr. 2025disponibile su Google Cloud, annuncio di disponibilità generale il 6 nov. 2025
GoogleTPU 8t Sunfish e TPU 8i Zebrafish22-24 apr. 2026solo annunciati. Produzione prevista a fine 2027
AmazonTrainium32 dic. 2025disponibile, server Trn3 in disponibilità generale
AmazonTrainium4dic. 2025solo annunciato, nessuna data di disponibilità
MicrosoftMaia 20026 gen. 2026in produzione nei data center dell'Iowa; Arizona dichiarata come prossima
AMDInstinct MI350 e MI355X12 giu. 2025disponibili presso i fornitori cloud dalla seconda metà del 2025
AMDInstinct MI455X e rack Helios23 lug. 2026il comunicato AMD non contiene date di disponibilità. Le prime spedizioni erano state dichiarate a voce per fine settembre, e al 3 ottobre 2026 non risulta nessun comunicato con una data
CerebrasWSE, il chip grande quanto un piatto-in produzione. L'azienda si è quotata al Nasdaq il 14 maggio 2026
MatXacceleratore per soli modelli linguistici-nessun chip in commercio. Prime spedizioni previste nel 2027
GroqGroqCloud, cloud per l'inferenza-è passata dai chip alla vendita di capacità di calcolo: 13 data center, anche con sistemi Nvidia. Ha ceduto la propria tecnologia in licenza a Nvidia (vedi sotto)

Il trattino nella colonna delle date segnala i prodotti che l'azienda non lega a un annuncio puntuale. Cerebras, Groq e MatX sono le tre startup che il libro cita per nome. Cerebras vende chip, MatX non ne ha ancora in commercio, Groq è passata a vendere capacità di calcolo.

Groq non è stata comprata. Il 24 dicembre 2025 Groq e Nvidia hanno annunciato un accordo di licenza non esclusiva sulla tecnologia di inferenza. Il fondatore Jonathan Ross e il presidente Sunny Madra sono passati a Nvidia con parte del gruppo, ma Groq resta una società indipendente, guidata da Adam Winter, e GroqCloud continua a funzionare. A giugno 2026 Groq ha raccolto 650 milioni di dollari, e il 17 agosto altri 350 milioni a una valutazione di 3,5 miliardi, guidati da Disruptive e con la partecipazione prevista di Nvidia. Nel comunicato di agosto si presenta come "NVIDIA Cloud Partner", con 13 data center e un piano per passare da 54 a oltre 200 megawatt nel 2027, anche con cluster di GPU Nvidia.

Quanto è costato lo dice il bilancio di Nvidia. La cifra di circa 20 miliardi di dollari che si legge ovunque è giornalistica. Nel Form 10-K sull'esercizio chiuso il 25 gennaio 2026, alla nota 2, Nvidia scrive di aver pagato 13,0 miliardi alla chiusura e di doverne altri 4 entro un anno, interessi figurativi compresi: il costo iscritto è di 16,9 miliardi. Di questi, 2,5 miliardi sono la licenza sulla tecnologia, valutata a costo di ricreazione e ammortizzata in cinque anni, e 14,4 miliardi sono avviamento, attribuito "principalmente alla forza lavoro e allo sviluppo futuro della tecnologia in licenza". Nvidia precisa di non aver comprato contratti con i clienti, prodotti esistenti o partecipazioni. Secondo il New York Times, ripreso da Reuters il 9 settembre 2026, il Dipartimento di Giustizia americano indaga per stabilire se l'accordo sia stato costruito per evitare l'esame antitrust, e ha inviato a Nvidia una richiesta formale di informazioni. Il frutto tecnico dell'accordo si vede: l'acceleratore nato da quella licenza, il Groq 3 LPX, fa parte della piattaforma Vera Rubin annunciata da Nvidia il 31 maggio 2026. Il meccanismo, con altri quattro casi simili degli ultimi due anni, l'ho raccontato in «Comprare senza comprare», il 4 ottobre 2026.

Le quote di mercato, e perché nessuna è verificabile

Il numero che circola sempre è la quota di Nvidia sugli acceleratori per data center: si legge fra l'80 e l'88%, secondo la casa di ricerca che lo pubblica. Nessuna di quelle case pubblica il metodo senza abbonamento, e Nvidia non dichiara la propria quota. Anche TSMC non pubblica la sua: il 72-73% che si legge viene da TrendForce e Counterpoint, che misurano perimetri diversi fra loro.

Quello che si può calcolare su bilanci depositati è un'altra cosa, e va detta con il suo perimetro. Sommando i ricavi del segmento "data center" dei tre fornitori occidentali quotati nell'ultimo trimestre di ciascuno, Nvidia vale 87,2%: 89,0 miliardi di dollari su 102,0 complessivi. I tre trimestri non sono lo stesso trimestre di calendario: Nvidia chiude il 26 luglio 2026, AMD e Intel il 27 giugno.

Quel numero misura fatturato, non pezzi. Comprende dentro il segmento "data center" anche processori centrali per server e apparati di rete, non i soli acceleratori. E soprattutto esclude i chip che gli operatori si fanno in casa - le TPU di Google, Trainium di Amazon, Maia di Microsoft - perché non vengono venduti e quindi non hanno un ricavo da sommare. Sono decine di miliardi di dollari di calcolo che nel conto non entrano.

Se vedi una quota di mercato dell'IA senza il suo perimetro accanto, quella cifra non ti dice quanto pensi.

Dove si fabbrica

TSMC produce a Taiwan la quasi totalità dei chip di ultima generazione. La ripartizione del suo fatturato per nodo dice quanto pesa davvero la tecnologia più avanzata, che nei titoli sembra già maggioritaria.

Nodo produttivoQuota del fatturato wafer
2 nanometri3%
3 nanometri30%
5 nanometri33%
7 nanometri11%
Tutto il resto23%

TSMC, comunicato sui risultati del secondo trimestre 2026, trimestre chiuso il 30 giugno 2026. Il nodo a 2 nanometri è in produzione di volume dal quarto trimestre 2025 e vale ancora il 3% del fatturato. Il successivo, A16, ha la produzione di volume prevista entro fine 2026 e al 3 ottobre 2026 non risulta avviata.

L'Arizona è il caso da leggere con due colonne. Fra il marzo 2025 e il 16 luglio 2026 TSMC ha portato l'investimento annunciato negli Stati Uniti a 265 miliardi di dollari, per dieci stabilimenti più due impianti di confezionamento avanzato e un centro di ricerca. Di quei dieci, oggi ne produce uno, sul nodo a 4 nanometri. Il secondo ha finito la costruzione nell'aprile 2026, aspetta le macchine e dovrebbe produrre a 3 nanometri nella seconda metà del 2027. Intel, dal canto suo, ha portato il nodo 18A in produzione di prova, e non risulta ancora nessun cliente esterno che ci faccia volumi.

L'export: tre orologi, e una proroga ancora a parole

Le restrizioni che il libro descrive esistono ancora, ma quasi tutte sono state sospese, non revocate, nella tregua commerciale fra Stati Uniti e Cina. Una sospensione ha una scadenza, e senza proroga la regola torna in vigore da sola.

MisuraStato al 3 ottobre 2026Prossima data
Controlli statunitensi su apparecchiature e memoria HBM verso la Cina (ott. 2022, ott. 2023, dic. 2024)in vigore—
Esame delle licenze per Nvidia H200 e equivalenti verso Cina e Macaoallentato: dalla presunzione di diniego all'esame caso per caso, regola pubblicata il 13 gennaio 2026 ed efficace dal 15—
Regola statunitense sulle affiliate possedute al 50% da soggetti in listasospesa; il 23 settembre 2026 è stata annunciata una proroga al 10 gennaio 2027, che al 2 ottobre non è ancora pubblicata nel Federal Register9 novembre 2026
Controlli cinesi su terre rare e tecnologie collegate (ott. 2025)sospesi; proroga al 10 gennaio 2027 concordata al vertice di settembre, senza un nuovo annuncio del ministero del commercio cinese al 2 ottobre10 novembre 2026
Divieto cinese di export verso gli Stati Uniti su gallio, germanio e antimoniosospeso; restano i controlli con licenza di Pechino27 novembre 2026

Sulla carta le tre sospensioni scadono ancora nello stesso mese. Se nessuna viene prorogata con un atto formale, a novembre 2026 tornano operative insieme una regola americana e due cinesi, e il quadro dell'agosto 2026 smette di valere in tre settimane. Il 23 settembre 2026, alla vigilia dell'incontro fra Trump e Xi Jinping a Washington, il segretario al Tesoro Bessent ha annunciato che i due paesi prorogano di due mesi la tregua commerciale, fino al 10 gennaio 2027. Al 2 ottobre la proroga non compare né nel Federal Register né in un nuovo annuncio del ministero del commercio cinese, e nessuno dei due governi ha detto esplicitamente quali delle tre sospensioni copra. Al vertice, concluso il 25 settembre, i due presidenti hanno anche avviato un dialogo sull'IA e fissato un nuovo incontro a novembre.

Un'apertura regolatoria non è ancora un mercato: Nvidia ha ottenuto a fine febbraio 2026 una licenza per un volume contenuto di H200 verso la Cina, e nel comunicato del 26 agosto 2026 ha ripetuto di non contare alcun ricavo di calcolo per data center dalla Cina nelle proprie previsioni. Sul versante dei minerali, il 2 febbraio 2026 la banca statunitense per l'import-export ha approvato fino a 10 miliardi di dollari per Project Vault, la riserva strategica di minerali critici, che con circa 2 miliardi di capitali privati arriva ai 12 miliardi dichiarati.

Energia, e quanto costa il conto

L'Agenzia internazionale per l'energia ha rivisto le proprie stime il 16 aprile 2026, con un rapporto che aggiorna quello dell'aprile 2025 da cui vengono quasi tutte le cifre in circolazione.

Consumo elettrico dei data center nel mondoValore
Consumo nel 2025485 TWh
Crescita nel 2025+17%
Proiezione al 2030circa 950 TWh
Quota sulla domanda elettrica mondiale al 2030circa 3%
Proiezione al 2035circa 1.200 TWh
Emissioni al 2035circa 350 milioni di tonnellate

Il dato più utile del rapporto nuovo riguarda la sola IA: i data center dedicati all'intelligenza artificiale hanno consumato il 50% in più nel 2025 e la loro domanda triplica fra il 2025 e il 2030, molto più in fretta del totale. È una misura che l'agenzia firma, a differenza delle forchette sulla quota dell'IA dentro i data center, che vengono da lavori commissionati e oscillano fra il 5 e il 20%.

Sulla spesa, la stessa agenzia scrive che il capitale investito dai cinque maggiori gruppi tecnologici ha superato i 400 miliardi di dollari nel 2025, che nel 2026 è atteso crescere di un altro 75%, e che oggi supera l'investimento mondiale nell'estrazione di petrolio e gas naturale. Le quattro aziende che pubblicano una previsione per il 2026 la collocano così:

Investimenti annunciati per il 2026Miliardi di dollariDove lo dichiara
Alphabet195-205a voce, in chiamata con gli analisti
Amazoncirca 200a voce, in chiamata con gli analisti
Microsoftcirca 175a voce, in chiamata con gli analisti
Meta130-145nel comunicato depositato

Il totale sta intorno ai 700 miliardi di dollari, ma è una somma di punti medi e va presa come ordine di grandezza. Una sola delle quattro cifre, quella di Meta, compare in un documento depositato: le altre tre sono dette a voce e riprese dalla stampa finanziaria. La cifra di Microsoft, inoltre, non è confrontabile con quella di pochi mesi prima, perché l'azienda ha allungato da 15 a 25 anni la vita utile stimata degli edifici e ha spostato parte dei contratti di locazione fuori dal conto degli investimenti.

L'acqua, e che cosa misura davvero quella stima

La cifra che si trova ovunque è fra 312 e 765 miliardi di litri d'acqua consumati dai sistemi di IA nel 2025. Viene da uno studio di Alex de Vries-Gao pubblicato su Patterns il 17 dicembre 2025, ed è una stima seria. Vale la pena sapere che cosa c'è dentro.

È una proiezione modellata, non una misura: parte da una stima della potenza elettrica assorbita dall'IA, la incrocia con i bilanci ambientali di Apple, Google e Meta e con coefficienti di letteratura su acqua ed emissioni per kilowattora. Comprende sia l'acqua di raffreddamento dei data center sia quella consumata dalle centrali che producono l'elettricità, e nel conto dell'autore l'acqua delle centrali è la voce dominante.

Il motivo per cui la forchetta è larga di un fattore due e mezzo sta scritto nello studio: gli operatori non separano i carichi di IA dagli altri nei propri rapporti ambientali, e la quota attribuita all'IA è approssimata da metriche generali dei data center. Google, in una nota a un rapporto sull'impatto di Gemini, ha scritto di non voler riportare l'acqua indiretta perché non controlla le centrali che gliela consumano. Finché i dati li pubblicano solo le aziende, e in questa forma, un numero solo su questa materia non esiste.

Il collo di bottiglia, dove sta adesso

Il criterio del libro chiede di guardare quale risorsa manca. Al 3 ottobre 2026 ne mancano tre insieme, e nessuna delle tre è un chip.

La rete elettrica. A fine 2025 negli Stati Uniti risultavano in coda per l'allaccio circa 8.200 progetti, per 1.312 gigawatt di generazione e altri 749 gigawatt di accumulo. La maggior parte dei progetti che entra in coda viene poi ritirata, e quelli che arrivano in fondo ci mettono in media più tempo di prima. Da qui i progetti di data center con una propria centrale a gas in sito, che l'agenzia dell'energia registra come conseguenza diretta della lentezza degli allacci: secondo il monitoraggio satellitare citato dall'agenzia, circa un quinto di quei progetti ha già avviato lo sbancamento o la costruzione. Global Energy Monitor lo misura: ad agosto 2026 la capacità a gas legata ai data center statunitensi, fra annunciata, pre-costruzione e costruzione, è di 189 gigawatt, quasi il doppio di sei mesi prima, dentro un totale di impianti a gas in progetto passato da 252 a 378 gigawatt. Dei 52 gigawatt effettivamente in costruzione, 16,9 sono per data center; il Texas da solo ne sviluppa 122, di cui 77 per data center.

La memoria. Negli ultimi sei mesi si è aperta una penuria di memoria ad alta banda, la HBM che sta dentro ogni acceleratore, e l'agenzia dell'energia la dà per risolta non prima della fine del 2027. È il vincolo che oggi limita quanti acceleratori si possono costruire, a monte della capacità delle fonderie.

Il consenso dei territori. Nell'estate 2026 diverse amministrazioni locali americane hanno votato sui data center, e il quadro non è univoco: il 16 giugno il consiglio comunale di San Marcos, in Texas, ha tolto i data center dal piano urbanistico rendendoli inammissibili su tutto il territorio comunale; l'8 luglio la commissione urbanistica di Fort Worth ha respinto il proprio regolamento rimandandolo al consiglio; il 14 luglio i commissari di Stokes County, in North Carolina, hanno invece respinto una moratoria di sei mesi. Chi racconta questa materia come un fronte unico di opposizione sta semplificando: i voti vanno in entrambe le direzioni, ed è il fatto che si voti a essere nuovo. Fra il 14 agosto e il 3 ottobre i voti sono andati di nuovo in entrambe le direzioni. L'8 settembre il consiglio della contea di Lake, in Illinois, ha approvato all'unanimità una moratoria di otto mesi sui data center nelle aree non incorporate, fino all'11 maggio 2027; il 30 settembre il consiglio comunale di Palm Springs, in California, ha prorogato all'unanimità la propria moratoria di 22 mesi e mezzo. Nella direzione opposta, a metà settembre la commissione cittadina di Clovis, in New Mexico, ha respinto 5 a 3 una moratoria di 120 giorni, e il 22 settembre quella di Raton, nello stesso stato, ne ha respinta una di un anno, 3 a 2, nonostante una petizione di 477 firme. Nella revisione del 19 settembre avevo scritto di non aver trovato voti nella direzione opposta: quello di Clovis c'era già.

Sul nucleare, il progetto più citato è il riavvio dell'unità 1 di Three Mile Island, ribattezzata Crane Clean Energy Center, per 835 megawatt destinati ai data center di Microsoft. Constellation dichiara l'entrata in linea nel 2027, e la decisione dell'autorità di sicurezza nucleare sulla licenza di esercizio è attesa a maggio 2027. Al 3 ottobre 2026 non c'è un kilowattora in rete.

Quanto costa un'ora di GPU

Il libro non dà prezzi di calcolo, e la ragione si vede appena si mettono due listini pubblici uno accanto all'altro. Questi sono i prezzi a consumo di due fornitori specializzati, letti lo stesso giorno.

AcceleratoreFornitoreDollari per GPU all'ora
H100Lambda3,99
H100CoreWeave6,155
H200CoreWeave6,305
B200Lambda6,69
B200CoreWeave8,60
GB300CoreWeavenon pubblicato

Listini pubblici a consumo, riletti il 3 ottobre 2026 e identici a quelli del 14 agosto, in dollari perché nessuno dei due fornitori pubblica in euro. Al tasso di riferimento della Banca Centrale Europea del 2 ottobre 2026, un euro vale 1,1225 dollari: la stessa H100 costa quindi circa 3,55 euro l'ora da un fornitore e 5,48 dall'altro. I prezzi a prenotazione anticipata scendono di più della metà.

Lo stesso identico acceleratore costa oltre il 50% in più passando da un listino all'altro, e il modello più recente non ha un prezzo pubblico affatto. Se ti serve un ordine di grandezza per un preventivo, prendi la fascia; se ti serve un numero, chiedilo al fornitore con la configurazione esatta e la data.

Che cosa è cambiato

5 ottobre 2026 · revisione

La cifra dell'accordo fra Nvidia e Groq sta nel bilancio di Nvidia, e qui mancava. Fino al 3 ottobre questa pagina scriveva che la cifra non compare in nessun comunicato. Per i comunicati era vero, ma il bilancio annuale di Nvidia la riporta: 16,9 miliardi di dollari, di cui 14,4 di avviamento. Ho aggiunto il round di Groq da 650 milioni di giugno, l'indagine del Dipartimento di Giustizia riferita dalla stampa a settembre e il rimando all'articolo «Comprare senza comprare». Groq torna anche nella tabella delle startup, da cui era uscita: oggi vende capacità di calcolo.

3 ottobre 2026 · revisione

La proroga delle tre sospensioni è annunciata e attende l'atto scritto. Il 23 settembre 2026 il segretario al Tesoro Bessent ha annunciato che Stati Uniti e Cina prorogano di due mesi la tregua commerciale, fino al 10 gennaio 2027, e il vertice fra Trump e Xi si è chiuso il 25 settembre. Al 2 ottobre la nuova data non compare né nel Federal Register né in un annuncio del ministero del commercio cinese, e nessuno dei due governi ha detto quali delle tre sospensioni copra: nella tabella le scadenze restano quelle in vigore, con la proroga annunciata accanto.

I voti locali vanno di nuovo in entrambe le direzioni. Il 30 settembre Palm Springs, in California, ha prorogato la propria moratoria sui data center; a settembre Clovis e Raton, in New Mexico, ne hanno respinta una ciascuna. Nella revisione del 19 settembre avevo scritto di non aver trovato voti nella direzione opposta alla moratoria della contea di Lake: quello di Clovis, a metà settembre, c'era già.

Correzione sul gas in sito. Questa pagina attribuiva a circa un quinto dei nuovi data center statunitensi l'avvio di una centrale a gas propria. Nel rapporto dell'agenzia dell'energia quel quinto riguarda i progetti di data center con generazione a gas in sito che hanno già avviato lo sbancamento o la costruzione.

Correzione su Vera Rubin. Il comunicato Nvidia del 26 agosto 2026 dice "ramping into full production": la piattaforma è in avvio verso la piena produzione, e così ora scrivono la tabella e il blocco del 19 settembre.

Un round di Groq che mancava. Il 17 agosto 2026 Groq ha raccolto 350 milioni di dollari a una valutazione di 3,5 miliardi, con la partecipazione prevista di Nvidia. Il fatto precede la revisione del 19 settembre e in pagina non c'era.

Che cosa non ho aggiornato, e perché. TSMC riporta il terzo trimestre il 15 ottobre, quindi la tabella dei nodi resta al secondo. Nvidia riporta a novembre, AMD e Intel a fine ottobre: la quota calcolata sui bilanci depositati resta 87,2%. L'agenzia internazionale per l'energia non ha pubblicato niente di nuovo sull'IA dopo il 19 settembre. I listini di CoreWeave e Lambda, riletti il 3 ottobre, hanno gli stessi prezzi; cambia solo il tasso di cambio, portato al 2 ottobre. AMD non ha ancora pubblicato un comunicato con le date di spedizione di MI455X e Helios. Nessuna delle quattro aziende ha rivisto la previsione di investimenti per il 2026.

19 settembre 2026 · revisione

Vera Rubin è in produzione, e la quota di Nvidia resta dov'era. Il 26 agosto 2026 Nvidia ha riportato 89,0 miliardi di dollari di ricavi nel segmento data center, sui 96,2 totali del trimestre chiuso il 26 luglio, e ha dichiarato la piattaforma Vera Rubin in avvio verso la piena produzione, con i rack in funzione presso cinque fornitori cloud. Rifacendo il calcolo sugli ultimi trimestri depositati dei tre, la quota di Nvidia va da 87,3 a 87,2%: un decimo di punto, su tre trimestri tutti nuovi.

I tre orologi di novembre passano dal 24 settembre. Xi Jinping è atteso a Washington dal 23 al 25 settembre 2026, con l'incontro con Trump il 24. Al 19 settembre nessuna delle tre sospensioni - la regola americana sulle affiliate, i controlli cinesi sulle terre rare, il divieto su gallio, germanio e antimonio - risulta prorogata, e non compare nessun atto nuovo né nel Federal Register né fra le comunicazioni di Pechino.

Il gas cresce più in fretta degli allacci, e adesso ha un numero. Global Energy Monitor misura ad agosto 2026 189 gigawatt di capacità a gas legata ai data center statunitensi, quasi il doppio di sei mesi prima. È la stessa cosa che l'agenzia dell'energia descriveva a parole, con una fonte che si può aprire.

Correzione. Questa pagina dava Groq guidata da Simon Edwards. La pagina delle persone di Groq, consultata il 19 settembre 2026, dichiara amministratore delegato Adam Winter, in carica dal 2026.

Che cosa non ho aggiornato, e perché. L'agenzia internazionale per l'energia non ha pubblicato niente di nuovo sull'IA fra il 14 agosto e il 19 settembre: le cifre sull'energia restano quelle del 16 aprile 2026. TSMC non ha ancora riportato il terzo trimestre, quindi la tabella dei nodi resta al secondo. I listini di CoreWeave e Lambda, riletti oggi, hanno gli stessi prezzi di agosto. Nessuna delle quattro aziende ha rivisto la previsione di investimenti per il 2026. Sull'acqua non è uscito nessuno studio nuovo.

14 agosto 2026 · prima pubblicazione

Le restrizioni cinesi sui minerali sono in pausa, non tolte. Il libro le descrive come vigenti, ed è stato vero fino al novembre 2025. Da allora sono sospese, con scadenze al 10 e al 27 novembre 2026. Chi progetta una fornitura che passa da quei materiali ha un orizzonte di poche settimane, non di anni.

La proiezione energetica è stata riscritta a base più alta. L'agenzia dell'energia è passata da 415 terawattora nel 2024 a 485 nel 2025 come punto di partenza, e la stima al 2030 è circa 950. Il totale finale si muove poco; a muoversi è la velocità con cui ci si arriva, e la quota che dentro quel totale spetta alla sola IA, che triplica.

Due delle tre startup di chip citate nel libro hanno cambiato natura. Cerebras si è quotata al Nasdaq il 14 maggio 2026, dopo un collocamento a 185 dollari per azione. Groq ha ceduto in licenza non esclusiva la propria tecnologia a Nvidia e ha perso i suoi fondatori, pur restando indipendente. La terza, MatX, ha raccolto 500 milioni nel febbraio 2026 e un chip in commercio non ce l'ha ancora.

Il rapporto dell'agenzia dell'energia →

Tre numeri che qui non troverai, e il motivo.

Una quota di mercato da fonte primaria non esiste: nessun produttore la pubblica e chi la calcola vende il dato. Il massimo verificabile è il calcolo sui bilanci depositati riportato sopra, con il perimetro accanto.

La capitalizzazione di borsa di Nvidia cambia ogni giorno e nessuna azienda la pubblica: se ti serve, guardala su un listino di borsa con l'ora accanto, non su una pagina come questa.

I listini orari dei tre grandi fornitori cloud esistono ma si leggono solo attraverso i loro calcolatori interattivi. Non li ho riportati perché non riesco a citarne una versione datata, e un prezzo senza data su questa materia dura poche settimane.

Fonti

  • Nvidia, comunicato sui risultati del primo trimestre dell'esercizio 2027, 20 maggio 2026; comunicato "Vera Rubin" del 31 maggio 2026; comunicato sui risultati del secondo trimestre dell'esercizio 2027, 26 agosto 2026.
  • Groq, comunicato del 24 dicembre 2025 sull'accordo di licenza non esclusiva con Nvidia. La cifra di circa 20 miliardi di dollari è di fonte giornalistica (CNBC, 24 dicembre 2025). Il costo iscritto, 16,9 miliardi, è nel Form 10-K di Nvidia per l'esercizio chiuso il 25 gennaio 2026, nota 2, letto il 5 ottobre 2026.
  • Groq, comunicati del 22 giugno 2026 sul round da 650 milioni di dollari e del 17 agosto 2026 sul round di serie A da 350 milioni, consultati il 5 ottobre 2026.
  • Reuters, 9 settembre 2026, sull'indagine del Dipartimento di Giustizia riferita dal New York Times; Nvidia, pagina di prodotto del Groq 3 LPX. Per il racconto dell'operazione: Francesco Masera, «Comprare senza comprare», Libro Vivo IA, 4 ottobre 2026.
  • Comunicati di rilascio di Google Cloud (6 novembre 2025), Amazon (2 dicembre 2025), Microsoft (26 gennaio 2026) e AMD (12 giugno 2025 e 23 luglio 2026).
  • Cerebras Systems, comunicato sul prezzo dell'offerta pubblica iniziale, 13 maggio 2026.
  • TSMC, comunicato sui risultati del secondo trimestre 2026, e deposito alla SEC del 3 marzo 2025 sull'investimento in Arizona. L'ampliamento a 265 miliardi è stato annunciato in chiamata con gli analisti il 16 luglio 2026, senza comunicato dedicato. Sala stampa e pagina dei risultati trimestrali rilette il 3 ottobre 2026.
  • Bureau of Industry and Security, "Revision to License Review Policy for Advanced Computing Commodities", Federal Register, 15 gennaio 2026; comunicato BIS del 2 dicembre 2024.
  • Export-Import Bank of the United States, scheda su Project Vault, 2 febbraio 2026.
  • Agenzia internazionale per l'energia, "Key Questions on Energy and AI", 16 aprile 2026, sintesi. Aggiorna "Energy and AI" del 10 aprile 2025, che resta pubblicato. Sintesi riletta il 3 ottobre 2026.
  • Lawrence Berkeley National Laboratory, "Queued Up: 2026 Edition", dati a fine 2025, pubblicato nel giugno 2026, pagina riletta il 3 ottobre 2026.
  • de Vries-Gao, A., Patterns, 17 dicembre 2025, DOI 10.1016/j.patter.2025.101430, e comunicato della Vrije Universiteit Amsterdam.
  • Constellation Energy, pagina del Crane Clean Energy Center, consultata il 14 agosto 2026; sala stampa riletta il 3 ottobre 2026.
  • Listini pubblici di CoreWeave e Lambda, riletti il 3 ottobre 2026; Banca Centrale Europea, tasso di riferimento del 2 ottobre 2026.
  • AMD, comunicato sui risultati del secondo trimestre 2026, 4 agosto 2026; Intel, comunicato sui risultati del secondo trimestre 2026, 23 luglio 2026. Sono i due trimestri che entrano nel calcolo della quota accanto a quello di Nvidia.
  • Global Energy Monitor, «U.S. gas power proposals tied to data centers nearly double in six months», agosto 2026, riletto il 3 ottobre 2026.
  • Daily Herald, 9 settembre 2026, sul voto del consiglio della contea di Lake dell'8 settembre (la newsflash della contea riporta la raccomandazione del Zoning Board of Appeals).
  • KESQ, 30 settembre 2026, su Palm Springs; Eastern New Mexico News, 23 settembre 2026, e ABC7 Amarillo, 19 settembre 2026, su Clovis; KRTN, 22 settembre 2026, su Raton. Consultati il 3 ottobre 2026.
  • Groq, pagina delle persone del sito societario, consultata il 19 settembre 2026.
  • Sul vertice fra Trump e Xi e sulla proroga della tregua: China Briefing, 29 settembre 2026; Brookings Institution, "What did the Trump-Xi summit actually accomplish?"; The Nation Thailand; National Law Review, "BIS Affiliates Rule Suspension Extended but Uncertainty Remains", 2 ottobre 2026. Consultati il 3 ottobre 2026. Al 2 ottobre nessuna delle due amministrazioni ha pubblicato un atto formale con la nuova data.
  • Sulle sospensioni cinesi non ho raggiunto il testo originale del ministero del commercio di Pechino: le date vengono da più ricostruzioni indipendenti di studi legali internazionali, coerenti fra loro.

Da dove arrivi

  • Chi possiede l'intelligenza artificiale

Cronologia degli aggiornamenti

  1. 5 ottobre 2026Corretto il riquadro su Groq: la cifra dell'accordo con Nvidia non compare nei comunicati ma sta nel Form 10-K di Nvidia, nota 2: 16,9 miliardi di dollari di costo, di cui 14,4 di avviamento e 2,5 di licenza. Aggiunti il round di Groq da 650 milioni di giugno 2026, l'indagine del Dipartimento di Giustizia riferita da Reuters il 9 settembre 2026 e il rimando all'articolo «Comprare senza comprare» del 4 ottobre 2026. Groq rientra nella tabella delle startup come cloud per l'inferenza; l'acceleratore nella riga di Vera Rubin prende il nome esatto, Groq 3 LPX.
  2. 3 ottobre 2026Revisione del 3 ottobre 2026, finestra dal 19 settembre. Il 23 settembre Stati Uniti e Cina hanno annunciato la proroga della tregua commerciale al 10 gennaio 2027, che al 2 ottobre non risulta ancora in un atto formale: in tabella le scadenze restano quelle in vigore, con la proroga accanto. Aggiunti i voti locali di Palm Springs del 30 settembre, di Clovis a metà settembre e di Raton del 22 settembre, e corretta la frase del 19 settembre che non trovava voti contrari alla moratoria della contea di Lake. Corretta la lettura dell'agenzia dell'energia sul gas in sito: il quinto riguarda i progetti con centrale propria che hanno già avviato i lavori. Corretto il verbo su Vera Rubin, in avvio verso la piena produzione secondo il comunicato Nvidia del 26 agosto 2026. Aggiunto il round di Groq del 17 agosto 2026, 350 milioni di dollari, che mancava. Listini GPU riletti e identici, cambio BCE portato al 2 ottobre; le righe sul collo di bottiglia e su Three Mile Island, rimaste al 14 agosto, sono state riverificate e portano ora la data del 3 ottobre.
  3. 27 settembre 2026Rimandi al libro allineati al libro stampato (quarta edizione, 26 settembre 2026, tredici capitoli): il capitolo che rimanda qui è il 12, Chi possiede l'intelligenza artificiale, non il 13. La nota del 7 settembre contava quindici capitoli sul master di allora. Dati e testo invariati.
  4. 19 settembre 2026Revisione del 19 settembre 2026, finestra dal 14 agosto. Vera Rubin è in piena produzione, con i rack in funzione presso cinque fornitori cloud: comunicato Nvidia del 26 agosto 2026, che porta i ricavi del segmento data center a 89,0 miliardi di dollari e rifà la quota calcolata sui bilanci depositati, da 87,3 a 87,2% su tre trimestri tutti nuovi. Le tre sospensioni all'export sono ancora in piedi e passano dall'incontro fra Trump e Xi del 24 settembre. Aggiunta la misura di Global Energy Monitor sul gas legato ai data center, 189 gigawatt ad agosto 2026. Corretto il nome dell'amministratore delegato di Groq, da Simon Edwards ad Adam Winter, sulla pagina delle persone del sito societario. Prezzi GPU riletti e identici a quelli di agosto, cambio BCE portato al 18 settembre. Non aggiornati perché non è uscito niente di nuovo: energia IEA, nodi TSMC, acqua, previsioni di investimento 2026. Dichiarato: le due righe che portano ancora la data del 14 agosto - il collo di bottiglia e il kilowattora di Three Mile Island - non sono state rimisurate alla fonte primaria in questa passata.
  5. 7 settembre 2026Rimandi al libro allineati alla quarta edizione: quindici capitoli. Il blocco "Da dove arrivi" passa da due righe a una, il capitolo 13, Chi possiede l'intelligenza artificiale, che è l'unico a rimandare qui. Cadenza di revisione dichiarata portata a ogni tre mesi.
  6. 14 agosto 2026Prima versione della pagina, pubblicata prima dell'uscita della quarta edizione.

Questa pagina sostituisce un elenco che sul cartaceo sarebbe invecchiato. La data dice quando l'ho rivista l'ultima volta; in fondo trovi che cosa è cambiato.

Stampato da https://librovivoia.it/r/hardware · Stato al 5 ottobre 2026