Aggiornamento dal libro

IA e istruzione: politiche e dati

Linee guida, divario digitale, cosa fanno gli altri Paesi, che cosa si insegna e come si valuta. Il capitolo del libro parla di chi lavora; qui c'è la scuola.

Stato al3 ottobre 2026Rivistaogni tre mesiNel libro11English

Due misure riassumono la posizione italiana e vanno in direzioni opposte. Sulle competenze digitali di base il distacco dall'Europa si è quasi dimezzato in due anni. Sugli specialisti informatici l'Italia ne ha persi 65.600 nello stesso periodo, mentre l'Unione ne guadagnava settecentomila. Qui sotto trovi quei numeri con l'anno della rilevazione accanto, il decreto che disciplina l'IA nelle scuole italiane con il suo stato di attuazione, che cosa hanno fatto gli altri Paesi, che cosa hanno misurato gli esperimenti sull'apprendimento e, dalla quarta edizione del libro, che cosa si insegna e come si valuta.

Le competenze, in Italia

L'indicatore europeo sulle competenze digitali si rileva ogni due anni: 2021, 2023, 2025. I rapporti escono ogni anno, il dato no, e quasi tutte le percentuali che circolano oggi sono ferme alla tornata precedente.

IndicatoreItaliaUE 27Rilevazione
Persone di 16-74 anni con competenze digitali almeno di base54,27%60,40%2025
la stessa misura, tornata precedente45,75%55,56%2023
Specialisti informatici sul totale degli occupati3,8%5,0%2025
Specialisti informatici, numero904.80010.450.8002025
Quota di specialisti informatici con una laurea41,8%68,6%2025

Eurostat, banche dati sulle competenze digitali e sugli specialisti ICT, interrogate di nuovo il 3 ottobre 2026: le serie non si sono mosse, e l'ultimo aggiornamento che Eurostat dichiara su tutte e due è del 17 aprile 2026. La definizione di specialista informatico è quella OCSE applicata alla classificazione delle professioni ISCO-08.

Sulla prima riga l'Italia ha recuperato quasi quattro punti in due anni e il distacco dall'Europa è sceso da 9,8 a 6,1 punti. Il recupero non arriva dove serve di più: fra le persone con il titolo di studio più basso la quota si ferma al 28,9%.

Sulle altre righe il movimento va all'indietro. Gli specialisti informatici italiani erano 970.400 nel 2023 e sono 904.800 nel 2025, mentre nell'Unione salivano da 9,7 a 10,4 milioni. E l'Italia è l'unico Paese dell'Unione in cui la maggioranza degli specialisti informatici non ha una laurea: 41,8%, contro il 68,6% europeo, con Cipro, Spagna, Irlanda, Lituania, Francia e Romania sopra l'80%. La forza lavoro informatica italiana è anche fra le più anziane d'Europa, con il 70,6% degli specialisti sopra i trentacinque anni.

La frase sulle imprese che rinunciano all'IA per mancanza di competenze va maneggiata con cura. Il dato esiste ed è dell'Istat: fra le imprese italiane con almeno dieci addetti che hanno considerato l'IA senza adottarla, il 58,6% indica la mancanza di competenze fra gli ostacoli. Sono tre le cose da tenere insieme. È una casella barrata fra sei, accanto a chiarezza legislativa (47,3%), qualità dei dati (45,2%), privacy (43,2%), costi (43,0%) ed etica (25,7%). Il denominatore vale il 9,4% delle imprese con almeno dieci addetti, non tutte le aziende italiane. E la stessa percentuale in Europa è il 70,3%: le imprese italiane segnalano quell'ostacolo meno spesso delle europee, quindi la frase non regge come prova di un ritardo italiano.

Il fenomeno visto da fuori: nei Paesi OCSE con dati disponibili la quota di imprese che usa l'IA passa dall'8,7% del 2023 al 20,2% del 2025, e nel 2025 chi ha più di 250 addetti sta al 52% contro il 17,4% di chi ne ha fra dieci e quarantanove. Quante imprese italiane la usino davvero, e con quali divari di dimensione, sta sulla pagina librovivoia.it/r/adozione.

Il decreto italiano, e che cosa gli manca

Il provvedimento è il decreto ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025, che approva le Linee guida per l'introduzione dell'intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche, versione 1.0. Non è pubblicato in Gazzetta Ufficiale: l'articolo 10 stabilisce che entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione sul sito del Ministero, avvenuta a fine agosto 2025. Ha il parere favorevole del Garante privacy del 4 agosto 2025.

I principi che il capitolo 2 delle Linee guida elenca sono sei: centralità della persona, equità, innovazione etica e responsabile, sostenibilità, tutela dei diritti e delle libertà fondamentali, sicurezza dei sistemi e dei modelli di IA. Se ne trovi elencati cinque - etica, sicurezza, inclusione, trasparenza, supervisione umana - vengono dagli Orientamenti etici europei per un'IA affidabile del 2019, che sono sette e che il decreto richiama all'articolo 8. Il percorso operativo ha cinque fasi: definizione, pianificazione, adozione, monitoraggio, conclusione. La gestione del rischio segue la metodologia HUDERIA del Consiglio d'Europa.

La classificazione ad alto rischio dei sistemi usati per l'ammissione, per la valutazione dell'apprendimento, per stabilire il livello di istruzione a cui una persona potrà accedere e per rilevare comportamenti vietati durante le prove non è una scelta italiana: le Linee guida riprendono l'allegato III dell'AI Act. La parola "proctoring" nel documento non compare. E la qualificazione non scatta per la sola finalità: servono anche la profilazione di persone fisiche e l'assenza delle condizioni di esclusione dell'articolo 6.

ProvvedimentoDataStato al 3 ottobre 2026
DM 166, Linee guida sull'IA nelle scuole9 ago. 2025in vigore da settembre 2025
Decreto attuativo previsto dall'art. 10 delle stesse Linee guida—non adottato. L'atto di indirizzo del 27 febbraio 2026 annuncia che sarà sottoposto al Garante, che al 19 settembre 2026 non ha pubblicato nessun parere in materia
Circolare n. 3392, divieto di smartphone nel secondo ciclo16 giu. 2025in vigore dall'a.s. 2025/26
Avviso PNRR per la formazione dei docenti sull'IA, 100 milioni27 mar. 2026chiuso e assegnato: 99,96 milioni a 2.100 scuole il 19 maggio 2026
Indicazioni nazionali del primo ciclo, DM 221, con "un primo approccio all'intelligenza artificiale"9 dic. 2025in vigore: l'anno scolastico 2026/27 è cominciato a settembre
Indicazioni nazionali per i licei, dove l'IA è affidata alla matematica22 apr. 2026consultazione chiusa il 31 maggio 2026; parere del CSPI sullo schema di regolamento il 14 luglio 2026. Il regolamento non è adottato, e l'applicazione è attesa dall'anno scolastico 2027/28, a partire dalle prime
Decreti legislativi attuativi della legge 132/2025, con 100 milioni per la formazione e l'IA nell'educazione civica4 ago. 2026approvati in esame definitivo dal Consiglio dei ministri e non ancora in Gazzetta. L'unico decreto legislativo sull'IA pubblicato, il n. 160 del 9 settembre 2026, in vigore dal 30 settembre, riguarda polizia e responsabilità civile e penale, e non tocca la scuola
Obblighi dell'AI Act sui sistemi ad alto rischio, istruzione compresa2 dic. 2027non ancora applicabili. Erano fissati al 2 agosto 2026 e l'Omnibus li ha spostati

Le scadenze dell'AI Act, il calendario completo e i due tetti sanzionatori stanno sulla pagina librovivoia.it/r/regole.

Il monitoraggio ministeriale sull'uso del digitale, pubblicato il 31 marzo 2026, chiede alle scuole secondarie se hanno recepito le Linee guida: il 45,9% risponde di averle adottate, il 50,8% di essere in fase di adozione, il 3,3% di no. Sul divieto di smartphone, oltre il 90% degli istituti dichiara di averlo inserito nei propri regolamenti. Il rapporto non indica quante scuole siano state interpellate, quante abbiano risposto, in che periodo e con quale metodo, e misura l'adozione formale di un atto, non quello che succede in classe. Al 19 settembre 2026 non ne è uscita un'edizione nuova.

Nessun obbligo generalizzato di formare tutto il personale scolastico sull'IA è scattato il 2 agosto 2026. Lo scrive l'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia in una nota del 2 luglio 2026, che attribuisce la diffusione della tesi contraria a "contesti commerciali". L'articolo 4 dell'AI Act ricade su chi fornisce o utilizza sistemi di IA nell'esercizio della propria attività, non su ogni scuola per il solo fatto di esistere.

Il divieto di smartphone ha tre eccezioni, e sono queste: gli alunni con disabilità o disturbi specifici di apprendimento, quando il dispositivo è previsto dal piano educativo individualizzato o dal piano didattico personalizzato; le motivate necessità personali; gli indirizzi tecnici di informatica e telecomunicazioni. Una deroga generale per "uso didattico autorizzato" non esiste, e il divieto vale "anche a fini didattici". Restano ammessi computer, tablet e lavagna elettronica.

I soldi, e chi forma i formatori

Scuola 4.0 vale 2,1 miliardi di euro, importo mai modificato dalle revisioni del Piano. Il resto di quello che si legge su questa misura va corretto. Il traguardo europeo non chiede più di trasformare centomila classi: con la revisione del novembre 2025 è diventato l'adozione dei decreti di riparto per almeno ottomila scuole, è stato anticipato al secondo trimestre 2025 e risulta conseguito con un decreto del 2022. Le centomila classi restano l'obiettivo programmatico italiano e non sono più oggetto di verifica europea.

Al 30 aprile 2026 l'amministrazione dichiara speso l'81,5% della misura. I pagamenti registrati a giugno 2026 sono 1,14 miliardi su 1,89 di finanziamento, il 54,1%, e i progetti conclusi sono 7.216 su 17.362. Le classi trasformate dichiarate dalle scuole sono 121.959 su 173.540 programmate. Il termine per rendicontare le spese è stato spostato al 15 ottobre 2026. Questi numeri non sono stati rimisurati il 19 settembre 2026, perché il catalogo dei dati aperti di Italia Domani non si è aperto: restano quelli letti il 14 agosto.

I 100 milioni per la formazione dei docenti sull'IA non vengono da Scuola 4.0 ma dall'investimento del PNRR sulla didattica digitale e la formazione del personale. Il bando è stato assegnato il 19 maggio 2026 a 2.100 istituzioni scolastiche, con il 48,4% delle risorse al Mezzogiorno e almeno cinquanta attestati per progetto.

La sperimentazione europea AI4T, che il libro cita, si è chiusa il 27 febbraio 2024. In Italia ha coinvolto 91 scuole secondarie di secondo grado e 438 docenti, dentro un campione di 302 scuole in cinque Paesi. È uno degli esperimenti controllati più seri sulla formazione dei docenti, e il suo risultato merita di essere letto per intero: la conoscenza dell'IA è cresciuta in tutti e tre i Paesi analizzati, in Italia è cresciuto anche l'uso in classe, ma in nessun Paese l'uso è diventato frequente. I docenti hanno provato gli strumenti e non li hanno integrati.

Sulla formazione dei docenti italiani non esiste una rilevazione ufficiale. Negli Stati Uniti l'EdWeek Research Center misura da tre anni la stessa domanda, e la serie completa è questa: 13% nel 2023, 29% fra gennaio e marzo 2024, 42% nell'ottobre 2024, 50% fra settembre e novembre 2025. La soglia è bassa - conta chi ha fatto almeno una sessione, anche una sola e anche elementare - e il salto "da 29 a 50" che si legge in giro si ottiene saltando l'onda intermedia.

Che cosa hanno fatto gli altri Paesi

In questa tabella la colonna che conta è la terza. Un piano approvato e un programma partito hanno lo stesso aspetto in un titolo di giornale, e non nella vita di una scuola.

PaeseChe cosa, e quandoA che punto è
CinaLinee guida per un curriculum a spirale dalla primaria alle superiori, 12 maggio 2025. Piano nazionale "IA più educazione" firmato da cinque amministrazioni, 2 aprile 2026in attuazione. Il monte ore lo fissano le autorità locali e non il piano nazionale: Pechino chiede almeno otto ore l'anno, lo Shandong sei nei primi due anni di scuola e otto dalla terza alla nona
Corea del SudLibri di testo digitali con IA introdotti a marzo 2025, declassati per legge a materiale didattico opzionale nell'agosto 2025 dopo un veto del governoadozione scesa dal 32,3% al 19% circa delle scuole in un semestre; dal 2026 il ministero li assorbe in una categoria più ampia e non obbligatoria. Il 27 agosto 2026 riparte da un'altra parte: sedici materie di IA, sei alle elementari, due alle medie e otto alle superiori, con libri riconosciuti scritti dai docenti, in classe da marzo 2028
FranciaCornice nazionale d'uso dell'IA in educazione, giugno 2025. Due percorsi Pix sull'IA resi obbligatori in 4e e in 2de generale, cioè a tredici e a quindici anni, e al primo anno di CAPobbligatori dal rientro di settembre 2026, su una platea di oltre 1,5 milioni di studenti l'anno
Stati UnitiOrdine esecutivo sull'educazione all'IA dei giovani, 23 aprile 2025, con una task force alla Casa Biancaattiva. Premiazione della sfida nazionale per gli studenti il 9 giugno 2026
Stati UnitiNational Academy for AI Instruction, 8 luglio 2025, 23 milioni di dollari dal sindacato dei docenti con Microsoft, OpenAI e Anthropicobiettivo dichiarato di 400.000 educatori in cinque anni. Al 3 ottobre 2026 nessun dato di avanzamento, né sul sito dell'accademia né fra i comunicati del sindacato
Stati Uniti50 milioni di dollari sull'IA dentro un fondo da 169, assegnati il 5 gennaio 2026sono fondi per università e college, non per la scuola
GermaniaDigitalPakt 2.0, 5 miliardi di euro per il 2026-2030, metà federazione e metà Länder. Intesa politica del 18 dicembre 2025partito. Tutti i Länder hanno firmato, la ministra federale il 31 agosto 2026, e il patto vale dal 1° settembre 2026 con effetto retroattivo al 1° gennaio dello stesso anno
FinlandiaCarta UNESCO, UNICEF e ITU per le piattaforme pubbliche di apprendimento digitale, lanciata a Helsinki il 19 marzo 2026sette principi di indirizzo, senza firmatari e senza vincoli. Il settimo chiede di trattare gli strumenti di IA come macchine e non come entità con valori umani
Otto Paesi più l'ItaliaProgramma "Education for Countries" di OpenAI, annunciato il 21 gennaio 2026. Per l'Italia il partner è la Conferenza dei rettori, non il governoil 20 maggio 2026 l'azienda dichiara numeri per cinque Paesi: Estonia, Giordania, Kazakhstan, Slovacchia e Grecia. Sull'Italia nessun numero di atenei, docenti o studenti, nemmeno lì

La riga coreana è l'unico caso in cui un Paese ha fatto marcia indietro dopo aver messo l'IA al centro della scuola per legge. Il veicolo erano i libri di testo digitali con tutor incorporato, lanciati a marzo 2025 come materiale ufficiale. Il Parlamento li ha declassati a materiale opzionale, il governo ha posto il veto, il Parlamento ha riapprovato. Nel semestre successivo l'uso reale si è visto per quello che era: in media l'8,1% degli studenti li ha aperti per dieci giorni o più, e circa il 60% non vi ha mai acceduto.

Negli Stati Uniti la scuola la fanno gli Stati, e sul numero di quelli che si sono dati linee guida per il K-12 non esiste un censimento federale: i due tracker privati che tengono il conto non concordano. AI for Education ne conta trentacinque più Porto Rico, con un aggiornamento dichiarato al 21 agosto 2026; Ballotpedia ne conta ventisette ad agosto 2025, e un suo conto più recente non l'ho trovato.

Sul fronte dei tutor commerciali, la cifra più citata è quella di Khanmigo: due milioni di utenti nell'anno scolastico 2024/25. Il rapporto di Khan Academy dice "studenti, educatori e genitori", e precisa che quasi metà erano insegnanti, che lo usano gratis. La crescita del 731% misura le iscrizioni, non l'utilizzo. Per l'anno scolastico successivo non c'è ancora un dato: a metà settembre 2026 il rapporto annuale pubblicato è ancora quello del 2024/25.

Che cosa hanno misurato gli esperimenti

Gli studi controllati sull'IA generativa a scuola sono ancora pochi e piccoli, e i risultati dipendono da come è fatto lo strumento e da che cosa si misura. Questi sono i quattro esperimenti pubblicati su rivista che hanno un gruppo di controllo, più la meta-analisi più recente.

StudioRisultatoSu chi, e dove
Bastani e altri, PNAS, 25 giugno 2025Con un chatbot senza vincoli: +48% sui voti degli esercizi di pratica, -17% all'esame. Con una versione tutor che dà suggerimenti invece di risposte: +127% sulla pratica, effetto negativo annullato all'esame e nessun effetto positivocirca mille studenti di una sola scuola in Turchia, solo matematica, quattro sessioni da 90 minuti nell'autunno 2023
Fütterer e altri, Educational Psychology Review, 14 aprile 2026Nessun vantaggio misurabile su conoscenza, impegno e strategie di studio rispetto a chi usava ChatGPT senza supporto. Cresce solo l'utilità percepita371 studenti di classi seconde e terze medie e prime superiori, fisica e inglese, sei sessioni da 45 minuti
Kestin e altri, Scientific Reports, 3 giugno 2025Con un tutor progettato per il corso si impara di più e in meno tempo rispetto alla lezione attiva in aulacorso universitario di fisica a Harvard
De Simone, Tiberti e altri, Banca mondiale, maggio 2025+0,31 deviazioni standard sul test finalenove scuole secondarie pubbliche in Nigeria, doposcuola di sei settimane
Wu e altri, meta-analisi, 26 marzo 2026Effetto medio positivo su misura standardizzata, 0,67035 studi sperimentali, 4.193 partecipanti, esiti quasi tutti a breve termine

Il risultato negativo che ha fatto il giro del mondo è il primo, ed è più stretto di come viene citato. Gli autori scrivono, nella discussione, di misurare esiti a breve termine per un vincolo posto dalla scuola che li ospitava, e indicano lo studio del lungo periodo come lavoro ancora da fare. L'esame arriva subito dopo la pratica e a computer chiuso; le sessioni erano sorvegliate da un docente e da un membro dello staff; i modelli erano quelli dell'autunno 2023. Usarlo come prova che l'IA fa disimparare gli attribuisce una misura che i suoi autori dichiarano di non aver fatto.

Il confronto che l'OCSE stessa mette accanto ai risultati positivi è utile quanto i risultati: lo 0,31 dell'esperimento nigeriano sta sotto la media dei sistemi di tutoraggio intelligente precedenti all'IA generativa, che le rassegne collocano fra 0,42 e 0,66. Quello che gli esperimenti separano è il compito: dove lo studente chiede spiegazioni, gli effetti sono positivi; dove chiede il testo già fatto, spariscono.

PISA 2025 è uscita l'8 settembre 2026, e per la prima volta chiede ai quindicenni come usano l'intelligenza artificiale. Il primo volume, "Future-Ready Students", misura oltre 760.000 studenti in 91 Paesi ed economie e mette l'uso dell'IA fra i comportamenti rilevati, accanto alla curiosità e alla perseveranza. L'Italia sta sopra la media OCSE in tutte e tre le materie: 483 in scienze contro 482, 474 in lettura contro 461, 468 in matematica contro 463. Sull'IA, nel modo in cui l'OCSE presenta i risultati, gli studenti che non la usano per i compiti vanno meglio in scienze di quelli che la usano, con una sola eccezione: chi la usa una volta a settimana per farsi spiegare le cose. Le cifre che circolano sulla stampa, una ventina di punti di distacco in scienze e quasi trenta sul riassumere una lettura, qui non ci sono: il corpo del rapporto non si apre dalla scheda pubblica e non le ho verificate.

Sui docenti, il dato internazionale è quello dell'indagine TALIS dell'OCSE, condotta nel 2024 sui docenti di scuola secondaria inferiore: il 36,3% dichiara di aver usato l'IA nel lavoro nei dodici mesi precedenti, media aritmetica di ventisette sistemi. Il 71,9% concorda che l'IA consente agli studenti di spacciare per proprio il lavoro di altri. Da tenere presente prima di citarli: TALIS chiede dell'intelligenza artificiale in senso ampio, e nel questionario la definizione va oltre l'IA generativa e i modelli linguistici.

Le Linee guida sulla piattaforma Unica →

Che cosa si insegna, e come si valuta

Fino alla terza edizione questa parte stava nel capitolo 12 del libro, «IA a scuola: formare le competenze del futuro». Dalla quarta quel capitolo non c'è più: il QR che porta qui sta nel capitolo 11, «Le regole», accanto alla legge italiana, e la didattica scolastica vive in questa pagina, dove si può aggiornare a ogni circolare. Il criterio non cambia: nelle scuole secondarie l'IA si insegna su tre piani insieme, i concetti, la pratica, il giudizio critico.

Dentro le materie che ci sono già. I concetti di fondo - algoritmi, dati, modelli di apprendimento - si introducono per gradi, e la parte difficile è farlo senza un'ora in più:

  • In matematica e informatica: laboratori di visualizzazione dei dati, simulazione di tendenze con dataset aperti.
  • In filosofia: dibattiti su dilemmi etici legati all'IA (la responsabilità di un'auto a guida autonoma, il bias negli algoritmi di selezione del personale).
  • In storia: analisi testuale e generazione di contenuti per ricostruire relazioni storiche o costruire narrazioni multimediali.
  • In lingue straniere: applicazioni generative per progetti creativi e per esercitare la conversazione.
  • In scienze: simulazioni di modelli complessi, dall'evoluzione del clima alla diffusione di epidemie.

Le competenze che servono sono cinque, e solo la prima è tecnica. Capire come funzionano i modelli e da dove nascono i loro errori, senza competenze da programmatore. Valutare l'affidabilità di quello che producono, perché generano contenuti di qualità e disinformazione con lo stesso tono. Etica e governance: privacy, sorveglianza algoritmica, responsabilità di chi decide. Usare l'IA generativa per amplificare la creatività, delegando i compiti ripetitivi. E lavorare in squadre miste, dove la persona guida e l'agente esegue.

Un tema scritto in trenta secondi non misura più quello che misurava. Un divieto non è verificabile, e un compito che si può fare con l'IA senza che si veda è un compito scritto male. Quattro modi di valutare che reggono:

  • Project work documentati: gli studenti usano l'IA ma devono documentare il processo, motivare le scelte e distinguere il contributo proprio da quello dell'IA.
  • Prove pratiche in tempo reale: esercitazioni in aula dove l'uso dell'IA è consentito ma controllato, per valutare la capacità di interazione critica.
  • Colloqui orali e presentazioni: gli studenti espongono e difendono il proprio lavoro, e mostrano di capire le logiche dietro le soluzioni.
  • Valutazioni integrate e progressive: prove che combinano ricerca autonoma, uso guidato dell'IA, sintesi e riflessione critica.

Quello che si premia è il processo: come ha analizzato, quali fonti ha usato, dove si è fermato a dubitare.

L'IA serve anche a chi insegna, e serve soprattutto a personalizzare. Cinque usi che funzionano già oggi: percorsi individuali calibrati sulla velocità e sul livello di ciascuno; spiegazioni alternative, esempi contestualizzati e materiali interattivi per il docente; un interlocutore madrelingua che risponde a qualunque ora e corregge mentre si parla; simulazioni per esplorare scenari e variabili in modo sicuro; feedback strutturato su coerenza, stile e argomentazione nei percorsi umanistici. L'IA rende di più dove le classi sono piccole e miste, e aiuta l'inclusione: sintesi vocale, riscrittura in linguaggio semplificato e, più indietro come maturità, traduzione nella lingua dei segni.

Tre cose dicono se un piano - nazionale o di istituto - è serio: se prevede formazione ricorrente per chi insegna, e non solo dotazione tecnologica; se dichiara che cosa gli studenti non possono fare con questi strumenti, e a quale età; se qualcuno misura i risultati e li pubblica. I piani che annunciano solo investimenti e piattaforme si somigliano tutti, e la tabella dei Paesi qui sopra si legge con questo criterio.

Che cosa è cambiato

3 ottobre 2026 · revisione

Il testo per i licei ha chiuso la consultazione e ha il parere del CSPI, e resta da adottare. La consultazione è finita il 31 maggio 2026; il 14 luglio il Consiglio superiore della pubblica istruzione ha dato il suo parere sullo schema di regolamento, con ventidue voti favorevoli e dodici contrari. Al 3 ottobre il regolamento non è adottato, e l'applicazione è attesa dall'anno scolastico 2027/28, a partire dalle prime. La tabella qui sopra lo dava ancora in consultazione, e a settembre la consultazione era chiusa da quasi quattro mesi.

Gli Stati americani con linee guida sull'IA per il K-12 sono trentacinque più Porto Rico, secondo AI for Education. Il tracker ha aggiornato il conto il 21 agosto 2026, dopo dieci mesi fermo a trentatré, e la revisione del 19 settembre non se n'era accorta. Ballotpedia resta a ventisette, ad agosto 2025.

Il resto è riletto e non si è mosso. Eurostat non ha aggiornato le serie dopo il 17 aprile 2026. Il decreto legislativo n. 160 è in vigore dal 30 settembre 2026, e il decreto-legge sull'avvio dell'anno scolastico approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre non contiene norme sull'IA. L'articolo del Quotidiano del Popolo sul monte ore cinese porta la data del 23 agosto 2026: le Fonti scrivevano 24.

19 settembre 2026 · revisione

Il decreto che porta i cento milioni alla formazione dei docenti non è in Gazzetta, e quello che è uscito non parla di scuola. Il primo decreto attuativo della legge 132/2025 è il decreto legislativo 9 settembre 2026 n. 160, in Gazzetta il 15 settembre e in vigore dal 30: copre l'uso dell'IA nell'attività di polizia e la responsabilità civile e penale. Il decreto approvato in via definitiva il 4 agosto, quello con i cento milioni e con l'IA dentro l'educazione civica, al 19 settembre non risulta pubblicato. Chi legge "l'IA entra nell'educazione civica" sta leggendo un comunicato del Consiglio dei ministri, non una norma in vigore.

L'anno scolastico è cominciato, e la novità vale per le medie e non per i licei. Le Indicazioni nazionali del primo ciclo, con il loro "primo approccio all'intelligenza artificiale", si applicano da questo settembre. Il testo per i licei, che affida l'IA alla matematica, è uscito il 22 aprile e cinque mesi dopo non è ancora stato adottato.

PISA 2025 misura per la prima volta come gli studenti usano l'IA, e l'indagine INDIRE dice quanti la usano in Italia. Le due cose che questa pagina dava in arrivo a settembre sono arrivate: l'indagine INDIRE il 4 settembre, PISA 2025 l'8. Toccano la sezione sugli esperimenti e quella sui buchi. Sui docenti italiani il buco resta, e nessuno ha ancora misurato quanti usano l'IA e con quale formazione.

14 agosto 2026 · prima pubblicazione

Da settembre 2026 l'intelligenza artificiale entra nei programmi italiani del primo ciclo. Le nuove Indicazioni nazionali, approvate a dicembre 2025 e applicabili dal prossimo anno scolastico, prevedono "un primo approccio all'intelligenza artificiale". Per i licei il testo è ancora in consultazione, e vi affida la materia alla matematica senza uno spazio dedicato. Chi lavora nella scuola secondaria di primo grado ha una novità operativa da settembre; chi lavora nei licei no.

Gli obblighi europei sulla valutazione automatizzata degli studenti sono slittati di sedici mesi. Dovevano applicarsi dal 2 agosto 2026 e si applicano dal 2 dicembre 2027. Una scuola che nel frattempo adotta strumenti per ammettere, valutare o sorvegliare non ricade ancora negli obblighi sull'alto rischio, e resta soggetta al GDPR, agli obblighi di trasparenza e alla legge italiana.

Il denaro per formare i docenti è stato assegnato, il decreto che regola i progetti no. Cento milioni sono andati a 2.100 scuole a maggio 2026. Le Linee guida rinviano dall'agosto 2025 a un decreto che stabilisca come le scuole progettano le iniziative di IA, e a un anno di distanza quel decreto non c'è.

Nove numeri da non ripetere. Girano tutti, e nessuno regge alla fonte.

1. "Solo il 34% dei docenti italiani si sente preparato a usare l'IA". Non è mai stato pubblicato: è una sottrazione fatta in un titolo di giornale, su un dato che riguardava un'altra domanda, tratto da un sondaggio di un'azienda di ripetizioni online con trecento docenti in sei Paesi, forse una cinquantina italiani. Le classifiche regionali che ne derivano poggiano su una manciata di risposte per regione.

2. "Il 97% delle scuole ha adottato le Linee guida". È la somma di due risposte diverse allo stesso questionario: le ha adottate il 45,9%, il 50,8% dichiara di averle in corso di adozione.

3. "Il 57% dei docenti dice che l'IA aiuta a scrivere le lezioni". In TALIS non esiste in nessun perimetro. I valori sono 53,0% su tutti i docenti e 63,7% sui soli docenti che usano l'IA, e sono due domande diverse.

4. "Il 37% dei docenti usa l'IA". È 36,3%. Il 37 compare solo nell'editoriale del rapporto OCSE del gennaio 2026: il capitolo che riporta i dati scrive 36.

5. "Secondo ETS, la formazione dei docenti americani è passata dal 29% al 50%". La fonte è l'EdWeek Research Center, e la serie passa per il 42% dell'ottobre 2024.

6. "La Cina impone almeno otto ore l'anno di educazione all'IA". Non è un obbligo nazionale: il piano dell'aprile 2026 lascia il monte ore alle autorità locali, e sono loro a fissarlo. Pechino chiede almeno otto ore l'anno, lo Shandong sei nei primi due anni e otto dalla terza alla nona.

7. "La Corea ha integrato l'IA nel curriculum nazionale a tutti i livelli dal 2025". L'IA è entrata nelle aule coreane a marzo 2025 dentro un supporto solo, che nell'agosto successivo ha perso per legge lo status di libro di testo.

8. "Quattrocentomila docenti americani formati sull'IA". È l'obiettivo a cinque anni annunciato nel luglio 2025. Nessun dato di avanzamento è stato pubblicato.

9. "La meta-analisi che dà a ChatGPT un effetto di 0,867 sull'apprendimento". Ritirata dalla rivista il 22 aprile 2026 per discrepanze nell'analisi. Era la più citata a favore.

Cinque cose che ho cercato e non ho trovato. Le scrivo perché sono assenze verificate alla fonte, e perché in almeno due casi qualcuno le racconta come se esistessero.

Una rilevazione ufficiale italiana su quanti docenti usano l'IA e con quale formazione. Il solo dato pubblico riguarda le persone: secondo l'Istat, nel 2025 il 19,9% degli italiani fra i 16 e i 74 anni ha usato IA generativa nei tre mesi precedenti, e fra i 14 e i 19 anni la quota è il 51,2%. Dal 4 settembre 2026 c'è anche un numero sugli studenti, e non è una rilevazione ufficiale: l'indagine INDIRE con il Festival dell'Innovazione Scolastica, 5.342 ragazzi delle secondarie fra marzo e giugno 2026, dice che il 94% usa l'IA almeno ogni tanto e che l'84% la usa per studiare. Gli autori dichiarano un campione di convenienza, non rappresentativo. Sui docenti continua a non esserci niente.

Il rapporto sulla sperimentazione italiana in quattro regioni, chiusa con l'anno scolastico 2025/26. Le affermazioni di stampa su miglioramenti degli apprendimenti non poggiano su un documento pubblicato. Ad agosto 2026 l'ANSA la colloca in quindici istituti di Lombardia, Toscana, Lazio e Calabria, partita nell'ottobre 2024, e riporta il presidente dell'INVALSI: gli esiti "saranno pronti presumibilmente a dicembre".

Gli esiti delle verifiche del Garante privacy sull'IA a scuola, programmate fra gennaio e luglio 2026.

La diffusione attuale della piattaforma finlandese ViLLE. Le due cifre in circolazione, metà delle scuole e un terzo, non sono compatibili fra loro e nessuna è recente: la prima è una dichiarazione dell'ateneo che l'ha sviluppata, del 2021.

I dati della mappa delle sperimentazioni e della dashboard di monitoraggio che il decreto italiano prevede dentro la piattaforma Unica. Quello che questa pagina dava in arrivo a settembre è arrivato: l'indagine INDIRE il 4 del mese, i primi esiti di PISA 2025 l'8. Restano attesi il secondo volume di PISA, che porta il dominio nuovo sull'imparare nel mondo digitale, e la valutazione INVALSI della sperimentazione italiana.

Fonti

  • Eurostat, competenze digitali degli individui, specialisti ICT per occupazione e per titolo di studio, uso dell'IA nelle imprese: banche dati interrogate il 14 agosto, il 19 settembre e di nuovo il 3 ottobre 2026, con le date di aggiornamento delle tabelle lette sull'API di dissemination. Commissione europea, scheda Italia del Digital Decade 2026, aggiornata al 17 giugno 2026.
  • Istat, "Imprese e ICT - Anno 2025", 15 dicembre 2025, e "Cittadini e ICT - Anno 2025", 22 aprile 2026; nessuna edizione nuova entro il 19 settembre 2026. INDIRE e Festival dell'Innovazione Scolastica, indagine "Io e l'Intelligenza Artificiale", presentata il 4 settembre 2026. ANSA, agosto 2026, sulla sperimentazione italiana e sui tempi dell'INVALSI.
  • Ministero dell'Istruzione e del Merito, decreto ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025 e allegate Linee guida per l'introduzione dell'IA nelle istituzioni scolastiche, versione 1.0; circolare n. 3392 del 16 giugno 2025 sugli smartphone nel secondo ciclo; monitoraggio sull'uso del digitale del 31 marzo 2026; atto di indirizzo politico-istituzionale 2026 del 27 febbraio 2026; DM n. 221 del 9 dicembre 2025 e nota applicativa n. 1312 del 12 marzo 2026 sulle Indicazioni nazionali del primo ciclo; parere del Consiglio superiore della pubblica istruzione del 14 luglio 2026 sullo schema di regolamento delle Indicazioni nazionali per i licei, letto il 3 ottobre 2026.
  • Ministero dell'Istruzione e del Merito, avviso PNRR del 27 marzo 2026 sulla formazione per l'IA e decreto direttoriale n. 34 del 19 maggio 2026 di assegnazione. Ufficio scolastico regionale per la Lombardia, nota del 2 luglio 2026 sull'assenza di un obbligo generalizzato di formazione.
  • Italia Domani, dati aperti sul PNRR per la misura Scuola 4.0: quadro finanziario, target e milestone, spesa per misura, progetti e pagamenti della missione 4, consultati il 14 agosto 2026; il catalogo non si è aperto il 19 settembre 2026 e quei numeri non sono stati rimisurati.
  • Presidenza del Consiglio dei ministri, comunicati del Consiglio dei ministri n. 177 del 10 giugno 2026 e n. 185 del 4 agosto 2026. Decreto legislativo 9 settembre 2026 n. 160, Gazzetta Ufficiale Serie generale n. 214 del 15 settembre 2026, in vigore dal 30 settembre 2026, scheda ELI letta il 19 settembre 2026. Comunicato del Consiglio dei ministri n. 190 del 24 settembre 2026 sul decreto-legge per l'avvio dell'anno scolastico, letto il 3 ottobre 2026. Regolamento (UE) 2026/1744 dell'8 luglio 2026 per il rinvio degli obblighi sull'alto rischio.
  • Progetto AI4T, rapporto nazionale italiano e rapporto comparativo europeo di valutazione, luglio 2024; scheda Erasmus+ del progetto.
  • Ministero dell'Istruzione cinese, linee guida del 12 maggio 2025 e piano "IA più educazione" del 2 aprile 2026; Commissione municipale per l'istruzione di Pechino, piano 2025-2027. Ministero dell'Istruzione coreano, piano di lavoro 2026 del 12 dicembre 2025, briefing governativo del 26 dicembre 2024 e comunicato del 27 agosto 2026 sulle materie di IA. Quotidiano del Popolo, 23 agosto 2026, sul monte ore per provincia, riletto il 3 ottobre 2026. Pix e Ministero dell'educazione francese, cornice d'uso del giugno 2025 e comunicato del 30 gennaio 2026 sull'obbligo dalla rentrée 2026. Ministeri federale e dei Länder tedeschi, comunicati del 18 dicembre 2025 sul DigitalPakt 2.0 e del 1° settembre 2026 sulla firma di tutti i Länder.
  • American Federation of Teachers, comunicato dell'8 luglio 2025; Casa Bianca, ordine esecutivo 14277 del 23 aprile 2025; Dipartimento dell'Istruzione, comunicati del 10 novembre 2025 e del 5 gennaio 2026. Khan Academy, rapporto annuale sull'anno scolastico 2024/25, riletto il 19 settembre 2026: non ne esiste uno sul 2025/26. UNESCO, UNICEF e ITU, Carta per le piattaforme pubbliche di apprendimento digitale, 19 marzo 2026. OpenAI, comunicati del 21 gennaio e del 20 maggio 2026.
  • OCSE, "Digital Education Outlook 2026", 19 gennaio 2026, e "Results from TALIS 2024: The State of Teaching", 6 ottobre 2025, con le tabelle allegate al capitolo 1; "PISA 2025 Results (Volume I): Future-Ready Students", 8 settembre 2026, e i punteggi italiani su Education GPS. Tracker sulle linee guida statali americane di AI for Education, aggiornato al 21 agosto 2026 e consultato il 3 ottobre 2026, e di Ballotpedia, fermo ad agosto 2025.
  • Bastani e altri, "Generative AI without guardrails can harm learning", PNAS, 25 giugno 2025; Fütterer e altri, Educational Psychology Review, 14 aprile 2026; Kestin e altri, Scientific Reports, 3 giugno 2025; De Simone, Tiberti e altri, Banca mondiale, documento di lavoro 11125, maggio 2025; Wu e altri, meta-analisi in Humanities and Social Sciences Communications, 26 marzo 2026; avviso di ritiro della meta-analisi di Wang e Fan, 22 aprile 2026.

Da dove arrivi

  • Le regole

Cronologia degli aggiornamenti

  1. 3 ottobre 2026Revisione del 3 ottobre 2026. Le Indicazioni nazionali per i licei hanno chiuso la consultazione il 31 maggio e hanno avuto il parere del CSPI il 14 luglio 2026, e non sono ancora adottate. AI for Education conta trentacinque Stati americani più Porto Rico con linee guida per il K-12, con un aggiornamento del 21 agosto 2026. Il decreto legislativo n. 160 è in vigore dal 30 settembre 2026, e il decreto-legge del 24 settembre sull'avvio dell'anno scolastico non tocca l'IA. Corretta al 23 agosto 2026 la data dell'articolo del Quotidiano del Popolo. Eurostat riletto e invariato; i numeri di Scuola 4.0 e la serie EdWeek non sono stati toccati.
  2. 27 settembre 2026Rimandi al libro allineati al libro stampato (quarta edizione, 26 settembre 2026, tredici capitoli): il capitolo Imparare questa materia non c'è più; il QR verso questa pagina sta nel capitolo 11, Le regole, dove il libro parla della legge italiana e dell'obbligo di formazione. Dati e testo invariati.
  3. 19 settembre 2026Revisione del giro mensile, con la finestra dal 14 agosto al 19 settembre 2026. Il primo decreto attuativo della legge 132/2025 è in Gazzetta (d.lgs. 9 settembre 2026 n. 160) e non riguarda la scuola; quello con i cento milioni per la formazione dei docenti, approvato il 4 agosto, non è ancora pubblicato. Entrano PISA 2025, uscita l'8 settembre, e l'indagine INDIRE su studenti e IA del 4 settembre, che la pagina dava in arrivo. Rimisurate le righe di Cina, Corea, Francia, Germania, Stati Uniti e OpenAI, e il conto degli Stati americani con linee guida. Eurostat riletto e invariato. I numeri di Scuola 4.0 non sono stati rimisurati, e la pagina lo dichiara.
  4. 7 settembre 2026Quarta edizione: il capitolo 12, Imparare questa materia, conserva numero e titolo ed è riscritto per chi lavora, rimandando qui la didattica scolastica. Aggiunta la sezione «Che cosa si insegna, e come si valuta» con le materie, le cinque competenze, i quattro modi di valutare e i cinque usi per imparare, che prima stavano nel capitolo. Dati e tabelle invariati. Cadenza di revisione dichiarata portata a ogni tre mesi.
  5. 14 agosto 2026Prima versione della pagina, pubblicata prima dell'uscita della quarta edizione.

Questa pagina sostituisce un elenco che sul cartaceo sarebbe invecchiato. La data dice quando l'ho rivista l'ultima volta; in fondo trovi che cosa è cambiato.

Stampato da https://librovivoia.it/r/scuola · Stato al 3 ottobre 2026