Sessione: mezz'ora. Ti serve: una conversazione ancora aperta su un lavoro che dura da qualche giorno, e lo strumento che usi di solito.
Oggi fai al tuo strumento quattro domande, una per ciascuno dei posti da cui può venire quello che "sa". Serve a smettere di chiedergli di ricordare cose che non può ricordare, e a sapere dove guardare quando sbaglia.
1. Quello che sa da sempre
Apri una chat nuova e chiedi una cosa generale del tuo mestiere, senza dare contesto: "Che cos'è un capitolato d'appalto e che cosa contiene di solito?". Risponde subito e senza fonti, perché quella conoscenza sta nei pesi: l'ha imparata durante l'addestramento. Poi chiedi: "Fino a che data arrivano le cose che sai senza cercarle?". La data che ti dà, anche se approssimativa, è il confine oltre il quale, senza una ricerca, non sa niente.
2. Quello che rilegge
Torna alla conversazione lunga e scrivi: "Elenca le decisioni che abbiamo preso all'inizio di questa conversazione, con le parole che avevo usato io." Poi apri una chat nuova, fuori da qualunque progetto, e fai la stessa domanda. Nella prima le ritrova perché rilegge l'intera chat a ogni messaggio. Nella seconda non le ha davanti. Se nella prima te ne restituisce una versione impoverita, o ne salta una, hai visto la chat che si satura della tappa 9. Se nella seconda le ritrova comunque, le ha prese dalla memoria del prodotto o da una ricerca nelle conversazioni passate: è il passo successivo.
3. Quello che il prodotto gli passa
Nella chat nuova scrivi: "Che cosa sai di me? Elenca tutto, una riga per voce, e per ogni voce dimmi se te l'ho detto io o se l'hai dedotto." Poi apri le impostazioni della memoria (dove stanno, lo trovi sotto, nella sezione del tuo ambiente) e confronta le due liste. Quello che vedi lì è il profilo che il sistema mette davanti alla conversazione prima che tu scriva. Se usi un progetto, fai la stessa domanda dentro il progetto: risponde anche con i documenti e le istruzioni che ci hai messo, e fuori dal progetto quel materiale non lo vede.
4. Quello che va a cercare
Chiedi una cosa che dai pesi non può sapere: "Che cosa è cambiato nell'ultima settimana su [un tema del tuo lavoro]? Per ogni punto indica la fonte con il link e la data." Una risposta cercata porta link a pagine precise e date recenti. Aprine almeno due e controlla che dicano quello che riporta. Una risposta senza link su fatti di questa settimana va trattata come una supposizione.
Che cosa hai appena visto
Quando l'assistente "sa" una cosa, l'informazione può arrivare da cinque posti: dai pesi del modello, dalla conversazione che ha davanti, da un profilo che il prodotto gli passa prima del tuo messaggio, dai materiali di un progetto, da una ricerca fatta in quel momento. La tabella li mette in fila.
| Memoria | Dove sta | Come la riconosci | Che cosa puoi farci |
|---|---|---|---|
| Strutturale | Nei pesi del modello | Risponde subito, senza fonti, e si ferma a una data | Per le cose recenti, chiedere una ricerca |
| Conversazionale | Nella chat aperta | Sparisce quando apri una chat nuova | Una chat per argomento, il passaggio di consegne (tappa 9) |
| Persistente | In un profilo tenuto dal prodotto | Sa chi sei anche in una chat nuova | Leggerla, correggerla, pulirla (tappa 11) |
| Di progetto | Nei materiali del progetto | Sa certe cose solo dentro il progetto | Scegliere che cosa metterci (tappa 12) |
| Esterna | Negli strumenti che consulta | Porta link e date | Aprire le fonti (tappa 15) |
Quando una risposta è sbagliata, la prima domanda utile è da quale di queste cinque arriva: un'informazione vecchia nei pesi, un'istruzione persa in una chat troppo lunga, una voce del profilo che non vale più, una fonte letta male. Ognuna ha un rimedio diverso.
Il capitolo 5 del libro, "Ottenere quello che ti serve", spiega le cinque memorie nella sezione "La memoria degli LLM", con l'esempio di una sola richiesta che le usa tutte insieme. La sezione che segue, "Come far sì che l'IA si ricordi di te", è il punto di partenza della tappa 11.
Nel libro. Capitolo 5, sezione 5.3 "La memoria degli LLM", pagina 98. Il libro su Amazon.
La memoria si accende e si legge in Impostazioni > Memoria, con l'opzione "Genera memoria dalle chat". C'è nei piani Free, Pro e Max, sul web, nell'app desktop e su mobile; nei piani Team ed Enterprise decide chi amministra l'account. Quello che Claude ricorda è diviso per argomenti, e ognuno si apre, si corregge o si cancella. Ogni progetto ha una memoria sua, separata da quella degli altri: per questo al passo 3 dentro e fuori dal progetto ottieni risposte diverse. La ricerca nelle conversazioni passate c'è solo nei piani a pagamento, e non ripesca le chat in incognito.
La memoria sta in Impostazioni > Personalizzazione, alla sezione "Memoria di ChatGPT": un interruttore, "Abilita memoria", e un "Riepilogo memoria" con il pulsante Gestisci, che mostra che cosa ChatGPT ha appreso su di te; da lì si gestiscono anche le memorie salvate in passato. Una memoria salvata si cancella dalle impostazioni o chiedendogli di dimenticarla, e la chat temporanea non crea né aggiorna memorie. I progetti ci sono anche nel piano gratuito, con cinque file per progetto, e si possono impostare con una memoria solo di progetto: le chat del progetto vedono le altre chat del progetto e nient'altro. Secondo la guida di OpenAI le funzioni di memoria cambiano con piano, paese, piattaforma e impostazioni dell'organizzazione: che cosa c'è nel tuo account lo dicono le tue impostazioni.
In Copilot Chat la memoria si trova dai tre puntini in alto a destra, Impostazioni chat > Personalizzazione, alla voce "Memorie salvate". Mette insieme tre cose: le memorie salvate, i dettagli dedotti dalla cronologia delle chat e le istruzioni personalizzate. È attiva per impostazione predefinita, anche senza licenza Microsoft 365 Copilot, ma l'amministratore può spegnerla per tutta l'organizzazione: se trovi gli interruttori spenti e non li hai spenti tu, la decisione è dell'ufficio IT. Per fargli tenere una cosa basta chiederglielo nella chat; per toglierla si cancella la voce dalle memorie salvate. Le memorie stanno nella tua casella di posta aziendale, in una cartella nascosta. Microsoft dichiara la funzione in anteprima e soggetta a cambiamenti. Al posto del progetto c'è il Notebook, che basa le risposte, in modo selettivo, sulle fonti che ci metti.
Le quattro fonti ci sono tutte. Quello che sa da sempre: i pesi del modello che scegli dal selettore. Quello che rilegge: la conversazione e i file caricati. Quello che il prodotto gli passa: il "Contesto personale", cioè la memoria delle chat precedenti e le tue istruzioni (tappa 11), e le app Google collegate (tappa 16). Quello che va a cercare: la ricerca Google, con i link in fondo alla risposta. Quando una risposta ha usato la memoria, in fondo compare un'etichetta fra le fonti.