In pratica · Livello 4 - Gli strumenti e la delega

La cassetta degli attrezzi

Claude · ChatGPT · Copilot · Gemini · Verificato al 3 novembre 2026

Nel livello 4 il modello smette di essere solo una chat e comincia a usare strumenti. Sono le "mani" dell'impianto attorno al modello di cui parla il capitolo 4 del libro: un modello da solo può soltanto scrivere, collegato a strumenti può cercare, leggere, calcolare e agire. Questa scheda li mette in fila, con quello che rischi usando ciascuno e la tappa in cui lo provi.

StrumentoChe cosa faQuando convieneA che cosa stare attentiTappa
Ricerca sul webCerca pagine e le cita nella rispostaFatti recenti, notizie, prezziFonti che non dicono quello che il modello riporta15
Ricerca approfonditaLavora per minuti su molte fonti e restituisce un rapportoDomande ampie, quadri di mercato o di settoreElenchi di fonti lunghi, da controllare a campione15
Connettori (server MCP)Collegano il modello a posta, calendario, archivi, servizi di datiLavori che partono dai tuoi datiPermessi troppo larghi; ogni strumento collegato occupa spazio nella finestra di contesto16
Esecuzione di codiceScrive ed esegue programmi su file e datiCalcoli, tabelle, graficiUn conto fatto a mente invece che eseguito4, 18
Cartella sul computerLegge i tuoi file e ne scrive di nuoviLavori su molti documentiAzioni che sovrascrivono o cancellano18
Browser comandato dal modelloApre siti, legge, clicca, compila, scaricaDati che un sito mostra ma non lascia esportare; siti senza un collegamento direttoAgisce con i tuoi accessi; pagine che contengono istruzioni nascoste per il modello18
Istruzioni riusabiliUna consegna scritta una volta e richiamata quando serveLavori che tornano ugualiIstruzioni vecchie che nessuno rilegge14, 20
Attività pianificateFanno partire un compito a un'ora fissa o quando succede qualcosaRapporti periodici, controlli ricorrentiRisultati che nessuno guarda più20

Due parole sui connettori, perché il nome tecnico torna spesso. Quasi tutti passano da uno standard aperto, il Model Context Protocol: per ogni servizio c'è un piccolo programma, il server MCP, che descrive al modello le cose che può fare con quel servizio, e lo stesso server funziona con qualunque strumento che parla lo standard. Anche un fornitore di dati può offrirne uno, per farsi interrogare direttamente dal modello. Il libro spiega il meccanismo nell'appendice Q del libro, "Come funziona il Model Context Protocol" (pagina 258), seguendo il caso, inventato ma tipico, di un fornitore di ricerche di mercato.

Il browser è lo strumento più nuovo e quello da usare con più attenzione. Vuol dire questo: il modello prende il controllo di un browser, quello aperto sul tuo computer oppure uno separato dentro l'app, e naviga come faresti tu: apre le pagine, le legge, clicca sui menu, compila le caselle, scarica i file. Tu lo vedi fare sullo schermo, passo per passo, e puoi fermarlo quando vuoi; alla tappa 18 c'è la schermata di una di queste sessioni. Serve quando il dato sta su un sito che lo mostra a schermo ma non offre un'esportazione o un collegamento diretto: una tabella interattiva, un grafico, cento pagine di risultati. Il modello lavora dentro la tua sessione, con i tuoi accessi e i tuoi abbonamenti, e va trattato come un collaboratore a cui hai prestato il computer. Le condizioni d'uso dei siti valgono anche per lui, e le aree a pagamento o i controlli anti-robot non si aggirano: nell'istruzione scrivi sempre che davanti a una richiesta di accesso, di pagamento o a un controllo anti-robot deve fermarsi e chiedere a te.

Nel libro. Capitolo 4, sezione 4.4 "L'harness: l'impianto attorno al modello", pagina 89; capitolo 6, sezione 6.2 "I quattro pilastri dell'Agentic AI", pagina 105, per gli strumenti e il Model Context Protocol; appendice Q, pagina 258. Il libro su Amazon.

In pratica: Dalla chat alla delega