Nel livello 4 il modello smette di essere solo una chat e comincia a usare strumenti. Sono le "mani" dell'impianto attorno al modello di cui parla il capitolo 4 del libro: un modello da solo può soltanto scrivere, collegato a strumenti può cercare, leggere, calcolare e agire. Questa scheda li mette in fila, con quello che rischi usando ciascuno e la tappa in cui lo provi.
| Strumento | Che cosa fa | Quando conviene | A che cosa stare attenti | Tappa |
|---|---|---|---|---|
| Ricerca sul web | Cerca pagine e le cita nella risposta | Fatti recenti, notizie, prezzi | Fonti che non dicono quello che il modello riporta | 15 |
| Ricerca approfondita | Lavora per minuti su molte fonti e restituisce un rapporto | Domande ampie, quadri di mercato o di settore | Elenchi di fonti lunghi, da controllare a campione | 15 |
| Connettori (server MCP) | Collegano il modello a posta, calendario, archivi, servizi di dati | Lavori che partono dai tuoi dati | Permessi troppo larghi; ogni strumento collegato occupa spazio nella finestra di contesto | 16 |
| Esecuzione di codice | Scrive ed esegue programmi su file e dati | Calcoli, tabelle, grafici | Un conto fatto a mente invece che eseguito | 4, 18 |
| Cartella sul computer | Legge i tuoi file e ne scrive di nuovi | Lavori su molti documenti | Azioni che sovrascrivono o cancellano | 18 |
| Browser comandato dal modello | Apre siti, legge, clicca, compila, scarica | Dati che un sito mostra ma non lascia esportare; siti senza un collegamento diretto | Agisce con i tuoi accessi; pagine che contengono istruzioni nascoste per il modello | 18 |
| Istruzioni riusabili | Una consegna scritta una volta e richiamata quando serve | Lavori che tornano uguali | Istruzioni vecchie che nessuno rilegge | 14, 20 |
| Attività pianificate | Fanno partire un compito a un'ora fissa o quando succede qualcosa | Rapporti periodici, controlli ricorrenti | Risultati che nessuno guarda più | 20 |
Due parole sui connettori, perché il nome tecnico torna spesso. Quasi tutti passano da uno standard aperto, il Model Context Protocol: per ogni servizio c'è un piccolo programma, il server MCP, che descrive al modello le cose che può fare con quel servizio, e lo stesso server funziona con qualunque strumento che parla lo standard. Anche un fornitore di dati può offrirne uno, per farsi interrogare direttamente dal modello. Il libro spiega il meccanismo nell'appendice Q del libro, "Come funziona il Model Context Protocol" (pagina 258), seguendo il caso, inventato ma tipico, di un fornitore di ricerche di mercato.
Il browser è lo strumento più nuovo e quello da usare con più attenzione. Vuol dire questo: il modello prende il controllo di un browser, quello aperto sul tuo computer oppure uno separato dentro l'app, e naviga come faresti tu: apre le pagine, le legge, clicca sui menu, compila le caselle, scarica i file. Tu lo vedi fare sullo schermo, passo per passo, e puoi fermarlo quando vuoi; alla tappa 18 c'è la schermata di una di queste sessioni. Serve quando il dato sta su un sito che lo mostra a schermo ma non offre un'esportazione o un collegamento diretto: una tabella interattiva, un grafico, cento pagine di risultati. Il modello lavora dentro la tua sessione, con i tuoi accessi e i tuoi abbonamenti, e va trattato come un collaboratore a cui hai prestato il computer. Le condizioni d'uso dei siti valgono anche per lui, e le aree a pagamento o i controlli anti-robot non si aggirano: nell'istruzione scrivi sempre che davanti a una richiesta di accesso, di pagamento o a un controllo anti-robot deve fermarsi e chiedere a te.
Nel libro. Capitolo 4, sezione 4.4 "L'harness: l'impianto attorno al modello", pagina 89; capitolo 6, sezione 6.2 "I quattro pilastri dell'Agentic AI", pagina 105, per gli strumenti e il Model Context Protocol; appendice Q, pagina 258. Il libro su Amazon.